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Dipinto simbolista psico-onirico di altissima scuola, qualità museale, grande formato, olio su tela con velature e profondità atmosferica. Scena: un sentiero di montagna dentro una grotta a volta ampia, luce di crepuscolo freddo (alba/sera indistinta), aria rarefatta. A destra un muraglione di roccia che stringe il passaggio come un corridoio morale; a sinistra una vastissima apertura sulla valle FUTURA, ma la valle non è visibile: solo un vuoto luminoso e vertiginoso, una foschia che suggerisce immensità senza mostrarla. In primo piano un uomo solo sale con urgenza, postura tesa, mani serrate su un bastone cilindrico “da pioggia” usato come appoggio, oggetto-strumento ambiguo tra stampella e scettro; il freddo si vede sul respiro. Nel cielo interno della grotta, come pulviscolo, una polvere di tempo che scivola via (granelli, minuti, segni quasi impercettibili) suggerisce la paura dell’obsolescenza. Raggiunta la sommità, la grotta si apre su un pianoro: davanti emerge un torrione di roccia impossibile, tra Torre di Babele e turris eburnea, stratificato come un monumento all’ideale e al limite, con incisioni sottili simili a alfabeti che non si comprendono più. Sul lato sinistro del pianoro, finestre nella roccia come ferite geometriche rivelano una vista da brivido (non panoramica descrittiva: solo abisso e luce). Elemento di dissonanza: sul pianoro, piccole auto moderne e una strada appena accennata, quasi profanazione della conquista; le auto devono essere reali ma ridotte, come giocattoli o insetti, a suggerire “inutilità” senza ironia. Presenza umana lontana, appena percepita: figure minuscole, anonime, senza volti. Tavolozza: grigi freddi, blu ardesia, ocra spenta, bianchi minerali; contrasti controllati, nessun colore saturo; atmosfera di silenzio e urgenza. Composizione: prospettiva teatrale e rigorosa, triangolo ascensionale che culmina nella torre; equilibrio tra sublime e disincanto; simbolismo leggibile ma non didascalico. Trama pittorica visibile, pennellata colta, velature, impasto selettivo sulle rocce; look da grande maestro tra simbolismo europeo e pittura metafisica, senza citare artisti contemporanei. Nessun testo, nessuna didascalia, nessun effetto digitale evidente, niente fantasy kitsch: solo pittura alta, psicologia del sogno, sentimento di tempo che fugge, futuro non guardato, e ferita dell’inutilità.
An atmospheric, oil painting of a man traversing a perilous cliff path, leaning on the rocky wall for support. His face, showing grim determination, is partly obscured by smoke from his mouth, possibly from a cigarette or his breath in the cold air. He clutches a long, metallic pipe or telescope in his right hand. He wears a heavy, dark coat and sturdy boots, suitable for the rugged terrain. The path is narrow and made of rough, dark rock. To his left, the cliff drops away steeply into a deep, misty abyss.
In the middle ground, on a wider part of the cliff path, a towering, cylindrical structure with ancient-looking carvings in an alien language spirals upwards. Around its base, several modern cars are parked, suggesting a blend of ancient and contemporary elements. Two figures stand near the base of the tower.
In the background, the gorge stretches into the distance, filled with a dense, luminous fog that obscures the bottom. Geometric openings, resembling ancient, megalithic architecture or carved windows, are visible in the distant cliff faces, adding to the mysterious and grand scale of the environment. The sky above is overcast and dark, with faint, star-like specks of light or falling snow visible.