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Nel fondale di un oceano che non esiste sulle mappe, un coniglio bianco galleggia tra le correnti, le orecchie fluttuano come alghe curiose, gli occhi aperti nel blu profondo — non per cercare, ma per ricordare. Attorno a lui, meduse lucenti danzano lentamente, come lanterne di un sogno alieno. I raggi attraversano l’acqua come pensieri dimenticati, che si rifrangono sul suo pelo immacolato. Le montagne del Turkestan, riflesse in bolle sospese, appaiono e svaniscono, come se la memoria dell’universo fosse nascosta nel respiro silenzioso di un coniglio marino. Il tempo qui non scorre — fluttua. E ogni battito di pinna, ogni battito di cuore, è un frammento di sogno che si dissolve nell’abisso della quiete.
Una vista vibrante della Terra dallo spazio, che mostra un'isola luminosa in basso e un enorme buco nero con anelli cosmici turbinanti sopra, il tutto sullo sfondo di un cielo stellato.