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È una stella, dice il cielo, ma io la chiamo preghiera. Le sue dita di polvere d’argento si aggrappano alle mie palme, si scioglie in un calore che non conosce stagione. Rubo il cielo, ma non temo punizioni: ogni ladro sa che le stelle sono prigioniere di chi non sa amare. E questa, oggi, sceglie me per fare da ponte tra la tua pelle e l’infinito. Quando la stringerai, sussurrerà: “Non è mio dono, ma il suo respiro che ha rubato il sole per accendere la tua ombra.” tra le dita strappo una luce all’oscurità.
A poetic reflection on love and connection, where a star symbolizes a prayer that bridges two souls. It captures the warmth of intimacy and the transformative power of affection amidst darkness.